B.E.D., ovvero il letto della discordia

film BED

La vita comincia e finisce a letto. Questa la frase che apre B.E.D., ultimo film di Park Chul-soo, prematuramente scomparso il 18 febbraio 2013, vittima di un incidente stradale.

Protagonista è un non-attore, un oggetto immobile, croce e delizia di tormentate love story: un letto. Un materasso comodo, scelto come una donna fa col suo miglior pretendente. Intorno e su di esso si muovono tre personaggi: B., E. e D..  B. è il lui di turno, che ama E., la quale però lo lascia perché annoiata da una relazione senza sbocchi. B., affranto, si consola trovando e sposando D., giovane donna con bambina a carico. Ma il ricordo di E. è martellante, incancellabile e B. scorgerà l’unica via d’uscita in un gesto folle.

Tre personaggi, tre iniziali che, messe bene in riga, restituiscono il “quarto incomodo”, colui che “regge il moccolo” ed è culla dell’amore (o del sesso?), testimone e dannazione perenne: bed, il letto. Tripartita è così la narrazione dei fatti, che si snocciolano in tre episodi dove ciascun amante racconta il proprio punto di vista sulla vicenda.

Park Chul-soo riesce nell’indagare come un (qualsiasi) oggetto d’amore sia portatore e conservatore di ricordi e rimorsi, gioie e dolori, e come vada distrutto per non rimanere schiacciati da un amarcord cieco e infame. Una foto, così come un peluche, pur inerti e privi di vita, sono innati e incoscienti nastri della memoria. Come salvarsi? Disfarsene, altrimenti sarà una condanna: B. risolverà il suo dramma sopprimendo se stesso, e non il letto.

La regia trascolora continuamente da una donna all’altra, da un volto femminile all’altro, incrociando appuntamenti, addii e scene di sesso rese liriche (ma non sempre Park Chul-soo riesce nell’intento!) da un rallenty sfoggiato e ripetitivo.

B.E.D convince, ma solo in parte. Convince sul piano della “psicologia dell’oggetto” ma non dei personaggi, è fecondo nel sondare il feeling che creiamo con i set del nostro o dei nostri amori, ma sterile nel descrivere la sfera affettiva di chi sente, o dovrebbe sentire, le farfalle nello stomaco.

B.E.D., ovvero il letto della discordia ultima modifica: 2016-05-16T11:00:21+00:00 da Tommaso Tronconi

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