Mourning Grave (2014) di Oh In-Chun: la recensione

film horror Mourning grave

Mourning Grave, esordio al lungometraggio di Oh In-Chun, è un horror coreano che si appoggia su due filoni consolidati dell’horror orientale: da un lato l’ambientazione scolastica, dall’altro il ritorno in carne e ossa di fantasmi in perenne ricerca di vendetta (spesso hanno subito una morte violenta o il suicidio).

Tra gli horror scolastici, punti di riferimento sono Whispering Corridor (1998) o Death Bell (2008). Mourning Grave si muove su questo filone presentandoci una classe di studenti e studentesse bulli, spietati, che ogni giorno compiono soprusi sui compagni più deboli (anche questo è un leitmotiv tematico del cinema coreano). Il secondo versante, quello dei fantasmi, è per lo più di eredità giapponese, con i cosiddetti Onryo, un tipo di fantasmi (Yurei) che appartengono al folclore giapponese. Gli Onryo sono spiriti del rancore, caratterizzati da lunghi capelli corvini e vesti bianche, e prendono in prestito questo loro aspetto dalle rappresentazioni del teatro Kabuki. Si sono fatti conoscere sul grande schermo in veri e propri classici, anzi sarebbe meglio dire cult, come Ringu (1998) e Ju-On (2003), i quali hanno ispirato una lunga serie di remake e sequel, anche in America (The Ring e The Grudge). Mourning Grave palesa questo riferimento sin dalla prima sequenza e poi lo ripropone qua e là in alcuni sparuti elementi come le mani che si stagliano su vetri appannati. A questa fisionomia di fantasma, Oh In-Chun vi aggiunge un sfregio alla Joker, che sa il fatto suo.

Mourning Grave è un esordio che quindi poggia su basi solide, aderendo ad uno dei generi principe della produzione orientale e coreana, la quale negli anni Duemila ha garantito un foraggiamento pressoché costante di “film dell’orrore”. All’horror più puro Oh In-Chun aggiunge poi un gioco sui generi cinematografici, con alcuni passaggi fantasy, altri da commedia romantica, altri ancora densi di grande ironia (si veda il personaggio dello zio che gioca col suo “amico fantasma”).

Concludendo, Mourning Grave non spaventa come dovrebbe, rimane su un livello di paura prudente, ma è un prodotto ben bilanciato, configurandosi come un’opera che sa inquietare in un paio di sequenze e sconfinare nel mystery quando vuole (solo) creare un senso di attesa.

Guarda questo trailer di Mourning Grave, che ne è la scena iniziale…

Mourning Grave (2014) di Oh In-Chun: la recensione ultima modifica: 2015-10-15T18:31:25+00:00 da Tommaso Tronconi

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