Gun Woman (2014): trash cult tra sangue, sesso e vendetta

film Asami Gun Woman

Sangue a fiotti, violenza, necrofilia e molto altro. Gun Woman di Kurando Mitsutake è una perla del trash giapponese, tra Luc Besson e Robert Rodriguez. Fil rouge: una tremenda vendetta.

Prendete il cinema di Rodriguez, rilanciatelo per eccesso, mescolate il tutto in salsa giapponese. Otterrete Gun Woman, piccolo capolavoro e trashiata di gran classe del regista nipponico di Kurando Mitsutake (Samurai Avenger: The Blind Wolf, 2009).

Gun Woman è uno di quei film che nascono come cult, certamente da non far vedere a chi è di stomaco debole, ancor meno ai minorenni. Un b-movie in piena regola, senza regole, senza limiti, interamente votato ad osare e conquistare con l’eccesso uno spettatore desideroso di vedere qualcosa di assolutamente anomalo, fuori da ogni schema, oltre i paletti di ogni censura.

Con un inizio che ricorda i film anni Ottanta di Brian De Palma, in particolare Vestito per uccidere (1980) e Omicidio a luci rosse (1984), nonché una strizzatina d’occhio all’uccisione a sangue freddo nella doccia di Psycho (lo stesso De Palma ha sempre dichiarato l’ispirazione a Hitchcock), Gun Woman è un film che sconfina presto nel trash, quello più sanguinoso e artigianale, con echi da C’era una volta in Messico. Ma non solo. La protagonista, la giovanissima Asami (classe 1985), veste i panni di una donna trasformata in una macchina da guerra, in un’arma antropomorfa oltre la Lucy di Luc Besson o la Mallory Kane (Gina Carano) di Knockout – Resa dei conti di Soderbergh.

Gun Woman fa dell’eccesso il suo marchio. C’è tutto dentro: sangue a fiumi (mai ne ho visto tanto in un film!), violenza, karate, sesso, stupri. Ma anche necrofilia e cannibalismo, misti a vomito e piscio. Il risultato è un joke che non perde un battito nel ritmo, intriso da un’atmosfera da filmaccio da quarta serata trasmesso su un canale di provincia, con dissolvenze e una colonna sonora da film erotico low budget. Ecco Gun Woman è un thrillerone action con inserimenti erotici al limite del morboso. A legare il tutto il più classico e duraturo dei topos del cinema orientale: vendetta tremenda vendetta.

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Gun Woman (2014): trash cult tra sangue, sesso e vendetta ultima modifica: 2015-12-21T15:23:06+00:00 da Tommaso Tronconi

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