Jane di Cho Hyun-hoon: donne in cerca di sé tra sogno e realtà

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Debutto alla regia di Cho Hyun-hoon, Jane è un film tutt’altro che scontato. Anzi, è un esordio che suscita interrogativi continui nello spettatore, che guarda e non capisce a cosa stia assistendo: una bugia, un sogno, la “figurazione” di una canzone? Continuamente in bilico tra realtà e illusione, Jane è un’opera che divide il pubblico, di quelle che o lasciano inorriditi o lasciano inspiegabilmente affascinati. È quindi un film molto soggettivo non solo nel punto di vista narrativo scelto, ma anche e soprattutto in quello percettivo dello spettatore.

So-hyun è una ragazzina che rimane sola dopo che Jong-ho, una sorta di fratello/padre, l’abbandona. Si ritrova così a vagare per le strade, in cerca di una famiglia, come altri suoi coetanei che sembrano orfani di un vero e proprio nucleo natio. Una sera, nel locale Nuovo Mondo, incappa nella cantante transessuale Jane e qualcosa da subito le unisce. Due solitudini che iniziano a frequentarsi, ma…

Ecco, Jane di Cho Hyun-hoon ruota intorno ad un grosso “ma”, al dubbio circa quanto stiamo vedendo. Un  po’ come in un film di Hong Sang-soo, non sappiamo molte cose, gli eventi paiono verificarsi più volte, oppure nessuna, oppure sono immersi in una dinamica onirica. So-hyun più volte ci legge la lettera che sta scrivendo in cui si racconta, in cui espone di quell’incontro con Jane che l’ha segnata profondamente. Questa “mancata definizione dei contorni” che avvolge tutto il film mette alla prova lo spettatore, che come un anomalo detective vorrebbe trovare il bandolo della matassa. Ma non riesce a trovarlo. L’unica certezza è la bravura dei due interpreti principali, Lee Min-Ji e Koo Gyo-Hwan, vincitori di molti premi per le loro performance attoriali in varie manifestazioni: Busan International Film Festival 2016, Buil Film Awards 2017, Busan Film Critics Awards 2017.

Insomma, Jane, che tra il 2017 e il 2018 si è aggiudicato più di un premio come miglior film indipendente coreano, è un’opera che lascia storditi e ammaliati, affaticati e confusi, certamente curiosi di seguire la futura carriera di un regista a cui non manca il coraggio della diversità, narrativa e contenutistica.

Jane di Cho Hyun-hoon: donne in cerca di sé tra sogno e realtà ultima modifica: 2018-03-24T16:13:43+00:00 da Tommaso Tronconi

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