Radiance di Naomi Kawase: l’essenziale è (in)visibile agli occhi

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Recensione di Radiance (Hikari) di Naomi Kawase.

“Non è forse lo scopo del cinema quello di connetterci con le vite altrui?”. Se lo domanda uno dei personaggi di Radiance (Hikari) di Naomi Kawase e ce lo domandiamo anche noi guardando questo splendore di film (non a caso, radiance significa splendore, parola che, tra l’altro, chiude il film). Una connessione per molti di noi diretta, immediata, ma non per tutti. Per i non vedenti, ad esempio, il cinema deve essere mediato dalla parola altrui, che descrive quell’essenziale che è invisibile agli occhi. Il cinema, una macchina che racconta storie da sola, necessita dell’uomo come medium per arrivare a tutti.

Radiance (Hikari) di Naomi Kawase, passato in concorso al Festival di Cannes 2017, tramite i personaggi di Misako, brava autrice di versioni cinematografiche per non vedenti, e Nakamori, fotografo che sta lentamente perdendo l’uso della vista, è un film che sa parlarci molto di cinema attraverso l’uomo ma anche molto dell’uomo attraverso il cinema. Un film sul potere che la settima arte possiede per toccarci nell’ombra delle nostre emozioni, nonché sulla capacità di risvegliare e dare nuova luce a ciò che credevamo sepolto o addirittura inesistente in noi.

Radiance è un’opera sulla nostalgia della luce e sul desiderio di tradurre in parole ciò che la vista ci smuove dentro. Un film, da questa prospettiva, sensoriale, intimo, che avvicina la vita sempre più alla “materia” dei film, proprio come fa Misako descrivendo tutto ciò che vede per strada come fosse una sceneggiatura.
Molto meno “ostile” a livello stilistico e narrativo dei precedenti film della Kawase, Radiance è un’opera volutamente più alla portata di tutti, ma non per questo più banale. Anzi, il film ci prende per mano (e non ci abbandona mai) nello scandagliare i sentimenti umani con impalpabile delicatezza. Proprio come solo il grande cinema, nel buio squarciato da una luce puntata, sa fare.

Radiance di Naomi Kawase: l’essenziale è (in)visibile agli occhi ultima modifica: 2018-08-25T19:02:47+00:00 da Tommaso Tronconi

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