Worst Woman di Kim Jong-kwan: un giorno, per caso

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Di Hong Sang-soo ce n’è uno solo. Unico e inimitabile. Ma è normale che faccia proseliti, seguaci, imitatori. Una di queste “copie” è Worst Woman di Kim Jong-kwan, che ricalca lo schema base di un film di Hong in cui due personaggi si incontrano per caso per strada, poi passa un imprecisato lasso di tempo, quindi si ritrovano. Nel mezzo qualche chiacchiera a sedere ad un tavolino di un bar.

Quanto può cambiare di noi nell’arco temporale di poche ore? Tutto o nulla. Oppure siamo in continuo cambiamento, minuto dopo minuto? È un po’ questo lo spunto che guida Worst Woman, leggerissima commedia romantica dai colori nitidi e brillanti e dalle prove attoriali assolutamente genuine nella loro innata simpatia. Il filma di Kim Jong-kwan è amichevole, introverso, sincero, bizzarro quanto lo è il quotidiano, una piccolissima poesia racchiusa nei toni tintinnanti di un romanzo per under 30.

Worst Woman, però, si smarrisce sulla lunga durata, e sul finale, dimostrando quanto sia difficile condurre in porto un film imperniato su dialoghi tanto buoni quanto impalpabili sono le fondamenta che li sorreggono. Quello che manca al film, a ben vedere, è il senso di curiosità che non riesce a ispirare nello spettatore. Ma non solo. Anche il fatto di non riuscire ad attivare mai quegli ingranaggi che dovrebbero portare ad un vero colpo di scena, ad un vero elemento che porti disordine nella vicenda scatenando una serie di reazioni a catena. Ecco, Worst Woman si inceppa qui, ed è un peccato perché avrebbe nella faretra svariate piccole ma appuntite frecce da scoccare per fare breccia in chi guarda.

scritto da Biancamaria Majorana

Worst Woman di Kim Jong-kwan: un giorno, per caso ultima modifica: 2017-03-24T12:00:15+00:00 da Tommaso Tronconi

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